La sfida nella sfida. A causa di un farmaco assunto quando eri ancora nel liquido amniotico, nascere dentro un “vestito” che per il comune sentire avrebbe dovuto farti “rallentare”.
E invece ritrovarti a tuo agio in una velocità ricercata, sudata, amata.
Solo una piccola frazione di vissuto il nostro incontro con l’atleta Riccardo Fontanot, vincitore, tra l’altro, della Coppa Italia per sciatori diversamente abili (2 manches di slalom gigante), categoria standing, svoltasi a febbraio all’Alpe Cermis.

Quali sono le prime immagini che ti ritornano in mente se ti rivedi mentre tagli il traguardo della Coppa Italia?

Le prime cose che ho fatto sono state riguardare il tempo, e vedere chi ha sciato con me, i miei compagni e soprattutto l’espressione dell’allenatore e di chi ci ha accompagnato. Erano tutti molto contenti. Mia moglie mi ha mandato un messaggio- che ancora un po’ mi faceva piangere- dicendo che sia lei che mia figlia erano orgogliose di me e ancora adesso a ripensarci…Quel momento è stato speciale anche per il rapporto tra me e mio padre.Una vittoria a più di 360 gradi.

L’intervista completa al link allegato.